Tuesday, August 29, 2017

Recensione in anteprima "Wonder Woman - Warbringer" di Leigh Bardugo


Dopo aver fatto un piccolo sondaggio sui social del blog chiedendovi quale libro avreste voluto che recensissi per primo, la vostra risposta è stata chiara: in cima alla lista c'era "Wonder Woman - Warbringer" di Leigh  Bardugo, che sarà pubblicato il 31 Agosto dalla Fabbri. Ed io, che amo esaudirvi, mi sono tuffata volentieri in questa incredibile avventura e sono pronta a parlarvene e farvi una sorpresina: leggendo fino in fondo questo post avrete infatti la possibilità di aggiundicarvi una copia del romanzo!



Titolo: Wonder Woman  Warbringer (DC Icons #1)
Data di pubblicazione: 31 agosto 2017
Autore: Leigh Bardugo
Editore: Fabbri Editori
Dove acquistarlo: IBS
Prezzo: 17,00 €
Pagine: 500



Diana, la futura Wonder Woman, è una giovane principessa amazzone che vive su un’isola completamente ignara di ciò che accade nel mondo. La sua vita però cambia completamente quando un giorno salva dalle onde una ragazza di nome Alia: tempeste e terremoti iniziano a scatenarsi sull’isola e una strana febbre si diffonde tra le sue abitanti, spingendo Diana a consultare l’Oracolo, che gli rivela che Alia è una Warbringer, ovvero una portatrice di guerra e odio. Ucciderla o purificarla: queste sono le uniche alternative per salvare il pianeta. E siccome tra le due ragazze è ormai nata un’amicizia, partiranno insieme per un lungo viaggio da New York alla Grecia, affrontando sfide difficili, nemici potenti e persino divinità antiche, nel tentativo di liberare Alia da questo terribile destino. E con lei il mondo intero.



La serie DC Icons è composta così:
1. (DC Icons #1) Wonder Woman: Warbringer di Leigh Bardugo 
2. (DC Icons #2) Batman: Nightwalker di Marie Lu
3. (DC Icons #3) Superman di Matt De La Pena
4. (DC Icons #4) Catwoman di Sarah J. Maas


La mia recensione

Ne ho abbastanza di essere prudente. Ne ho abbastanza di stare buona. Che mi vedano arrabbiata. Che mi sentano urlare a pieni polmoni. 

"Wonder Woman - Warbringer", è il libro che apre la promettentissima serie "DC Icons", che a chiamato a raccolta le più geniali penne del fantasy YA, mettendole a servizio dei più noti eroi dell'universo DC. Il romanzo uscirà il 31 agosto ed è assolutamente autoconclusivo, ma vi sfido a non desiderare subito gli altri volumi della serie DC Icons una volta finito questo.
Ci sono libri che aspetti con ansia e libri che invece, proprio non ti aspetti, ma ti investono come un treno in corsa. Per me sicuramente "Wonder Woman - Warbringer" appartiene alla seconda categoria. Chi mi conosce sa che non sono mai stata una grande fan di Wonder Woman. Per quanto sia un personaggio cruciale per alcuni, imprescindibile per altri, semplicemente non ha mai funzionato particolarmente per me. Nemmeno al suo debutto sul grande schermo ha fatto breccia nel mio cuore. Poi però è arrivata Leigh Bardugo, con la sua penna d'oro, portando nuova linfa alla storia dell'amazzone Diana e, incredibilmente, mi sono trovata a pensare che la sua Wonder Woman fosse una di quelle eroine indimenticabili, del genere che non mi capitava di incontrare da tempo.
E tutto questo è stato per me inatteso. Leggendo "Wonder Woman - Warbringer" mi, aspettavo la classica storia di supereroi, invece mi sono imbattuta in qualcosa di più. Un libro completo, avventuroso, tosto e traboccante di ironia e intelligenza. Una storia magistralmente scritta, in cui si intrecciano mitologia e avventura, amicizia e crescita personale e in cui spicca il valore della forza femminile, del diritto di affermare la propria diversità e di lottare per ciò in cui si crede. Ma anche il diritto di sbagliare, di rialzarsi e imparare dalle proprie cadute, anche quelle peggiori.
"Wonder Woman - Warbringer" mi ha stupito e la mia recensione adorante ne è la prova. Non temete per gli spoiler: non ce ne saranno, perché ci tengo che voi possiate scoprire la storia con i vostri occhi e innamorarvene proprio come è successo a me.


Le era stata data l’opportunità di portare la pace nel mondo e di spezzare il ciclo di guerra che scorreva nel sangue di Alia. Non avrebbe fallito. E non avrebbe permesso alla paura di guidare i suoi passi.

Quando ho saputo del progetto DC Icons, ammetto di averlo guardato con un'ammirazione mista a sospetto. Non essendo particolarmente affezionata all'universo DC, ho temuto sinceramente che questa fosse una mera operazione commerciale, un tantino priva di anima. Nel caso specifico di Wonder Woman, poi, temevo che mi sarei trovata al cospetto della solita storia trita e ritrita e monodimensionale, della solita infallibile supereroina che si batte a muso duro e in solitaria per salvare le sorti del mondo.
Ebbene, mi sbagliavo su tutta la linea. Leigh Bardugo ha decisamente dimostrato senza troppe cerimonie che il progetto DC Icons non sono possiede infinito potenziale, ma anche un cuore pulsante e vibrante di novità. E lo ha fatto scrivendo una storia che sorprende a ogni pagina e incanta grazie alla mescolanza di mitologia, azione e vita reale, in cui spicca un corollario di protagonisti variegati e unici a cui ci si affeziona irrimediabilmente. La sua Diana è giovane, testarda, impulsiva e determinata. Ma il suo posto a Themyscira non è tra le favorite: pur essendo figlia della regina, lei è diversa. La sua genesi non coincide con quella delle sue sorelle Amazzoni, forgiate dal fuoco di battaglie che le hanno rese dee. Lei è nata perché sua madre l'ha voluta: plasmata dalla creta, figlia della propria terra e dell'amore. Diana non è perfetta: è fragile, è curiosa, è giovane, è avventata. E l'amerete.
Assieme a lei Alina, comprimaria e compagna di avventure, che porta sulle spalle il peso di una discendenza, quella di Elena di Troia, che fa di lei un pericolo per se stessa e per gli altri.
Due eroine alle prese con le proprie sfide, che troveranno nell'amicizia la forza di lottare contro una maledizione opprimente e contro il tempo, contro i pregiudizi e i limiti. Accompagnate da uno scanzonato gruppo di amici, che renderanno l'avventura ancor più imprevedibile e adorabile. Fino all'ultima, inaspettata pagina. Se ve lo state chiedendo, l'amore c'è e vi sorprenderà, in tutti i sensi possibili perciò siate pronti.

Diana si mise il pugno sul cuore: «Sorella in battaglia, sarò la tua lama e il tuo scudo. Finché respiro, i tuoi nemici non avranno scampo. Finché vivo, la tua causa sarà la mia». 

Se potessi abbraccerei Leigh Bardugo. Non solo perché qualunque cosa scriva si trasformi in un vettore di meraviglia e stupore. Ma anche e sopratutto perché è riuscita a dar vita a una storia in cui a essere protagonisti sono temi cruciali quali la diversità, la forza femminile, il diritto di sbagliare, l'amicizia. E lo ha fatto senza fare falsa morale, senza cercare di sollevare quesiti o riflessioni, ma semplicemente limitandosi a dare dignità ai propri personaggi, che siano essi maschi o femmine, gay o etero, bianchi o neri, grassi o magri, buoni o cattivi.
E, lasciate che ve lo dica, non è poi così scontato che ciò accada. Non con la naturalezza con cui accade in "Wonder Woman - Warbringer". Un libro in cui il fantastico si mescola alla realtà e impartisce lezioni senza volerlo fare. Un'avventura coraggiosa che genera a sua volta coraggio, in cui finalmente non ci sono più bianchi o neri: i personaggi non sono pedine che si muovono su una scacchiera. Sono imprevedibili, vanno a briglia sciolta e prendono vita tra le pagine, infiammando la storia con colori nuovi e inaspettati.
Quella a cui ha dato vita Leigh Bardugo è una storia ambiziosa in cui l'amicizia per una volta, non è subordinata alla trama, ma ne è il traino. Avevamo assolutamente bisogno di un romanzo così e di protagonisti ben consapevoli che cose come il genere, l'orientamento sessuale, il colore della pelle o l'aspetto fisico, non possono e non devono diventare oggetto di giudizio. Tutti possono essere eroi, tutti possono essere dei mostri e Leigh Bardugo chiarisce ampiamente il concetto con colpi di scena degni di nota. 
Ho adorato ogni secondo di questo romanzo e, lo ammetto, ne avrei voluto di più. La storia si conclude perfettamente e in un modo inaspettato, ma mi sarebbe piaciuto trascorrere più tempo a Themyscira e conoscere ancora meglio le Amazzoni che, per forza di cose, non hanno avuto molto spazio. 





Verdetto: una vera meraviglia


Livello sensualità: baci e qualche brivido

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