
Dopo avervi presentato Cameron Wolfe nella sua intervista, e aver condiviso con voi gli insegnamenti che questa trilogia di Markus Zusak mi ha inaspettatamente impartito, è giunto finalmente il momento della tanto attesa recensione della serie.
Se vi state chiedendo il perché io abbia deciso di scrivere una recensione cumulativa, invece che una per ciascun libro, la risposta è semplice: ho vissuto la lettura della serie come un'esperienza univoca e totalizzante, quasi come se fosse stato in realtà un solo libro.

Recensione
Markus Zusak non è un autore che necessiti di presentazioni: dopo aver incantato il mondo con "Storia di una Ladra di Libri", il suo nome è stato scolpito nel wall of fame degli scrittori contemporanei più amati.
Non c'è da stupirsi, dunque, che la serie The Wolfe Brothers, composta da "A quindici anni sei troppo vecchio" (compralo qui), "Vorrei essere mio fratello" (compralo qui) e "Il cielo è fatto di te e di me" in uscita il 21 Novembre (prenotalo qui), sia l'ennesimo esempio della potenza narrativa di Zusak.
Pur trattandosi del suo esordio letterario, la serie The Wolfe Brothers rappresenta il giusto mix tra il coming of age e lo young adult, dando vita a una storia in cui perdersi e ritrovarsi, proprio come accade al protagonista e ai suoi familiari. Leggendo i tre libri è persino possibile percepire la crescita dello stesso Zusak, la sua maturazione come scrittore: la narrazione si affina, diventa sempre più suggestiva e convincente, la storia incalza e scava a fondo nei legami familiari, nelle aspirazioni di Cameron e nella sua realizzazione come uomo.
Il mio consiglio è quindi quello di leggere i tre romanzi d'un fiato, come se si trattasse di un volume unico, per poter assaporare la travolgente e realistica evoluzione della storia e dello stesso Zusak. L'altro consiglio è quello di leggere i tre libri senza aspettarvi una trama che muova gli eventi: la trilogia è più un'affascinante cronaca della vita del protagonista e dei suoi familiari che altro. Non ci sono grandi conflitti da risolvere, né misteri da svelare, né segreti da celare. Solo una scanzonata famiglia che per funzionare ha bisogno della salsa di pomodoro, ovvero di quel qualcosa che sappia farti mandare giù anche i bocconi più aspri e indigesti.
"All’inizio è tutto in bianco e nero. Nero su bianco. Ecco dove sto camminando, tra le pagine. Queste pagine. Ogni tanto ho un piede sui fogli e sulle parole, e l’altro sul contenuto."
Quella dei fratelli Wolfe è una vicenda intima e priva di sovrastrutture, narrata in modo talmente schietto, da avermi dato l'illusione di essere al cospetto di una sorta di diario, quasi come se fosse il racconto di storie che Zusak ha vissuto sulla propria pelle.
In effetti, dopo qualche ricerca, ho scoperto che l'autore ha confessato di rivedere se stesso in Cameron e non è difficile immaginare lo scrittore nei panni del protagonista. In fondo tutti abbiamo vissuto l'ansia tipica del quindici anni, quando si scopre di essere troppo vecchi per i giochi da bambino, ma non si è in grado di essere abbastanza maturi per affrontare le sfide della vita adulta, i turbamenti del cuore, le conseguenze delle proprie bravate.
Non ci sono libretti di istruzione per un ragazzino che si trova obbligato a dover fare i conti con l'adolescenza e il cambiamento che porta con sé, perciò Cameron fa quello che farebbero tutti: si ispira ai modelli che ha attorno, combina guai, si fa spezzare il cuore da qualche ragazza, infrange qualche regola, tira qualche pugno e prova a trovare un proprio posto nel mondo. Questa è la sua storia quanto quella della sua famiglia e di suo fratello Ruben, il ribelle che è per Cameron croce e delizia, una spalla su cui piangere e il pugno nello stomaco che non ti aspetti.
Nulla di trascendentale, nessun fuoco d'artificio, solo un semplice spaccato della vita di un comune adolescente, con problemi comuni. Eppure, non è forse nella semplice vita quotidiana che si nasconde la meraviglia maggiore? Leggendo dei fratelli Wolfe si respira la bellezza autentica della realtà e tutte quelle emozioni prettamente umane e semplicemente belle: lealtà, fratellanza, passione, voglia di rivalsa, amore.
Che voi siate adolescenti, o lo siate stati, sarà facile farsi trascinare dai pensieri di Cameron Wolfe, che fluiscono liberamente tra le pagine, assumendo connotazioni sempre più mature. I libri si dislocano in circa tre anni della sua vita e, proprio come ci si aspetterebbe da un ragazzino fatto di carne e sangue e non di carta e inchiostro, in questi tre anni Cameron cambia, si evolve, prende coscienza di sé e del mondo che gli sta attorno.
«Leggi», mi aveva ordinato. «Perché?» «Perché non imparerai niente finché non avrai la pazienza di sederti a leggere. La tv te la toglie. Ti svuota la mente.»
Così come muta il rapporto tra Cameron e Ruben, colonna portante di ogni romanzo e traino dell'intera serie. I due fratelli si scontrano e si incontrano in ogni libro, dandosele di santa ragione e strigliandosi a vicenda, mettendosi alla prova costantemente in un gioco delle parti che non può che catturare.
Ruben è per Cameron allo stesso tempo l'esempio da seguire e un rompicapo irrisolvibile, un muro contro cui scontrarsi più e più volte, ma anche un amico fidato. Assieme condividono speranze e delusioni, sorrisi e sconfitte, porte in faccia e conquiste, uniti da un sentimento di lealtà fraterna che supera ogni asprezza e ogni sfida.
Ma ciò che più fa battere il cuore ed emoziona davvero, è il modo in cui Cameron scopre se stesso a prescindere da Ruben. La naturalezza con cui il ragazzino scanzonato che incontriamo in "A 15 anni sei troppo vecchio", sporco e cattivo, incapace di tenere il filo dei propri pensieri e che si innamora al primo sguardo di ogni perfetta sconosciuta, si scopre un giovane uomo è impagabile.
Tra i tre libri della serie, "Il cielo è fatto di te e di me" è indubbiamente quello più riuscito: non solo la narrazione di Zusak è più netta e decisa, ma gli stessi personaggi sembrano essere più consistenti, reali, più che mai umani. Dal primo al terzo libro, Cameron ci apre i suoi pensieri e le sue riflessioni sulla vita, partendo da sogni infantili e un po' bislacchi, passando nel secondo libro ai dialoghi fatti a tarda notte con Ruben, per arrivare, nel terzo romanzo, a una sorta diario. Ebbene, credo che in quel diario siano racchiuse delle piccole perle. In conclusione, una serie che si lascia leggere d'un fiato, con i suoi alti e bassi, senza deludere le aspettative.





VOTO COMPLESSIVO SERIE
Livello sensualità: baci e carezze







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