
Chi dice che a Dicembre siamo tutti più buoni? Io, pur provandoci, non posso proprio esimermi dallo scrivere qualche recensione all'arsenico, visto che mi sono purtroppo imbattuta in letture non particolarmente entusiasmanti in questo periodo. La prima è "Wintersong" di S.Jae-Jones, che ho terminato qualche giorno fa e che mi ha delusa su tutta la linea. Curiosi di sapere perché? La mia recensione vi aspetta!
Data di pubblicazione: 26 Ottobre 2017
Data di pubblicazione: 26 Ottobre 2017Titolo: Wintersong (Wintersong #1)
Prezzo: 9,90 €
Un labirinto di bellezza e oscurità, musica e magia. Questo è il mondo in cui ti perderai.
È l’ultima notte dell’anno. Ora che si sta avvicinando l’inverno, il Re dei Goblin sta per partire alla ricerca della sua sposa… Per tutta la vita, Liesl ha sentito infiniti racconti sul bellissimo e pericoloso Re dei Goblin. È cresciuta insieme a quelle leggende che hanno popolato la sua immaginazione e ispirato le sue composizioni musicali. Adesso è diventata grande, ha ormai diciotto anni, lavora nella locanda di famiglia e sente che tutti i sogni e le fantasticherie le stanno scivolando via dalle mani, come tanti minuscoli granelli di sabbia. Ma quando sua sorella viene rapita dal Re dei Goblin, Liesl non ha altra scelta che mettersi in viaggio per tentare di salvarla. E così si ritrova catapultata in un mondo sconosciuto, strano e affascinante, costretta ad affrontare una decisione fatale.
Ricco di musica e magia, personaggi straordinari e storie avvincenti e romantiche, Wintersong di S. Jae-Jones trasporta il lettore in un mondo indimenticabile.
La serie Wintersong è composta da:
1 (Wintersong #1) Wintersong
2.(Wintersong #2) Shadowsong (in USA nel 2018 cliccate qui per la cover)
La mia recensione
Quando, l'anno scorso, mi sono imbattuta nella cover e nella trama di Wintersong, primo romanzo della duologia fantasy di S. Jae-Jones, non ho potuto fare a meno di subirne l'innegabile fascino. Dopo aver trovato il volume nella mia prima box FairyLoot (qui), ho immediatamente iniziato la lettura in lingua originale di questo promettente libro tutto incentrato su un mondo in cui il folklore e la realtà coesistono, separati da un velo sottilissimo di magia e suggestione.
Come vi ho già detto nell'articolo in cui vi svelavo tre cose che forse non sapevate su Wintersong (qui), l'autrice ha attinto a piene mani dalle sue passioni per dar vita al suo ambizioso progetto, mescolando il suo amore per la musica e per il film Labirynth. Un po' per gioco, un po' per azzardo, S. Jae-Jones, ha infatti deciso di scrivere una sorta di versione più maliziosa e piccante del celebre film fantasy che vedeva tra i protagonisti un'ammiccante David Bowie, mescolando alla storia le atmosfere musicali e melodiose de Il Flauto Magico. Certe premesse, potrete capirlo, mi hanno messa in condizioni di aspettarmi davvero molto da questo libro: volevo azione, rapimento, batticuore, passione e tanto, tanto trasporto. In particolare vista la mia adorazione per i romanzi incentrati su mondi fatati.
Quando ho iniziato a leggere il romanzo in inglese, però, la scintilla non è scattata. Mi sono detta che forse il problema risiedesse nella narrazione molto carica e lenta, in cui non riuscivo a immergermi vista anche la lingua. Ho quindi atteso fiduciosa che il romanzo giungesse in Italia per riprenderlo e terminarlo, sperando in un risultato diverso. Purtroppo, anche leggendolo in italiano, ho faticato a digerire "Wintersong". Il perché ve lo racconto in questa recensione spoiler free.
Se volete un consiglio rapido e volete capire se questo libro fa per voi, vi dico: leggetelo se siete alla ricerca di un romance (più New Adult che Young Adult, ma non volgare) dalle tinte fantasy, ma non aspettatevi una storia epica o ricca di colpi di scena.
Se volete un consiglio rapido e volete capire se questo libro fa per voi, vi dico: leggetelo se siete alla ricerca di un romance (più New Adult che Young Adult, ma non volgare) dalle tinte fantasy, ma non aspettatevi una storia epica o ricca di colpi di scena.
Winterson ha delle premesse eccezionali. Il mondo in cui si viene catapultati nelle prime pagine è denso di leggende e storie sussurrate a fior di labbra su un Re dei Goblin capriccioso in cerca di una moglie umana da portare nel suo regno sotterraneo, su creature infide capaci di tutto, su maledizioni che minacciano i mortali. Di quelle leggende Liesl si è nutrita per tutta l'infanzia, vivendole come in una fiaba, con un imprevedibile compagno di giochi che le strappava promesse per un futuro ignoto e tentatore, fatto di musica e sogni. Ma andata via l'infanzia, anche i sogni, la musica, il guizzo, hanno abbandonato Liesl, almeno fino al giorno in cui il destino e il Re dei Goblin bussano nuovamente alla sua porta. Un rapimento, una sfida, un labirinto da cui fuggire e un amore travolgente l'aspettano, assieme a un grande sacrificio.
Come dicevo, premesse fantastiche. Il che è un problema, visto che più alte sono le aspettative, più dura è la caduta quando esse vengono deluse. E "Wintersong", purtroppo, mi ha deluso profondamente. Da un libro con simili presupposti, infatti, ci si aspetterebbe di tutto, tranne la noia mortale e inesorabile che invece vi ho trovato.
La narrazione lenta e minuziosa dell'autrice diventa ben presto più una croce che una delizia: se inizialmente si è ammaliati dalla ricchezza di particolari che permea ogni periodo, quasi subito ci si scopre soffocati dalla marea di dettagli inutili che inonda le pagine. E se S.Jae-Jones non ci fa mancare descrizioni superflue e monologhi interiori di una protagonista continuamente preda di paturnie e pensieri circolari (quasi tutti su quanto concupisse il Re dei Goblin), quello in cui è carente è la costruzione del mondo che tanto mi aveva affascinato inizialmente.
Avrei di gran lunga preferito imbattermi in capelli cotonati, trucco esagerato e calzamaglie in stile Labirynth, che nel mondo monodimensionale, asettico e confusionario in cui si muove Liesl. Vorrei dire di aver almeno amato il lato romance, ma in realtà l'ho trovato fuori contesto e anche un po' caricaturale, vista la compulsiva e goffa passione che anima le gesta ardite di Liesl. In effetti ho avuto un po' di pietà per il povero Re dei Goblin che da "carnefice" si è scoperto quasi preda della sua amata.
Come dicevo, premesse fantastiche. Il che è un problema, visto che più alte sono le aspettative, più dura è la caduta quando esse vengono deluse. E "Wintersong", purtroppo, mi ha deluso profondamente. Da un libro con simili presupposti, infatti, ci si aspetterebbe di tutto, tranne la noia mortale e inesorabile che invece vi ho trovato.
La narrazione lenta e minuziosa dell'autrice diventa ben presto più una croce che una delizia: se inizialmente si è ammaliati dalla ricchezza di particolari che permea ogni periodo, quasi subito ci si scopre soffocati dalla marea di dettagli inutili che inonda le pagine. E se S.Jae-Jones non ci fa mancare descrizioni superflue e monologhi interiori di una protagonista continuamente preda di paturnie e pensieri circolari (quasi tutti su quanto concupisse il Re dei Goblin), quello in cui è carente è la costruzione del mondo che tanto mi aveva affascinato inizialmente.
Avrei di gran lunga preferito imbattermi in capelli cotonati, trucco esagerato e calzamaglie in stile Labirynth, che nel mondo monodimensionale, asettico e confusionario in cui si muove Liesl. Vorrei dire di aver almeno amato il lato romance, ma in realtà l'ho trovato fuori contesto e anche un po' caricaturale, vista la compulsiva e goffa passione che anima le gesta ardite di Liesl. In effetti ho avuto un po' di pietà per il povero Re dei Goblin che da "carnefice" si è scoperto quasi preda della sua amata.
Il romanzo di S. Jae-Jones è un esercizio di stile, metrica, musicalità, ma nulla di più. E io non sopporto le storie che relegano il lettore al ruolo di spettatore. Da un libro con tali potenzialità mi aspetto che mi susciti emozioni profonde, marcate e indelebili. In questo caso, invece, tutto è stato vago e diluito, impalpabile: le sensazioni di Liesl, il suo dolore, i suoi drammi, le sue avventure, il suo amore per Il Re dei Goblin, mi sono sfilati davanti agli occhi, senza mai raggiungere il mio cuore. E annoiandomi a morte.
S. Jae-Jones ha imbastito una storia complessa, creando un mondo singolare popolato di protagonisti per niente scontati, che avrei voluto conoscere meglio. Eppure, nonostante il mio desiderio, mi è stato impossibile costruire un qual si voglia legame con almeno uno di essi. Tutti, dal primo all'ultimo sono apparsi abbozzati, incompleti, solo accennati. Un vero peccato, se si prende in considerazione la carica emotiva che la figura del Re dei Goblin, malinconico e romantico come pochi, avrebbe potuto recare con sé. E invece anche lì la Jones ha gettato tutto alle ortiche, concentrandosi solo sui contorni e lasciando il resto sfocato.
Ad aver privato ancor di più il romanzo di un'identità forte, è stata per me la marcata e ridicola vena romantica assunta dalla storia. Liesl, che nella sua vita non ha mai potuto essere libera di vivere la sua interiorità, cade letteralmente ai piedi del Re dei Goblin, il quale viene sopraffatto dalla veemenza della ragazza. Per farla breve: ogni volta che i due si incrociavano, lui tentava di intavolare una conversazione (avendola attesa a lungo probabilmente avrà trascorso anni provando allo specchio i discorsi che le avrebbe fatto) e lei gli si lanciava addosso stile piovra con tanto di tentacoli ovunque, portandolo alla fuga. Mentre lui fantasticava sulle affinità elettive che lo univano a Liesl, lei annaspava in un mare di desiderio tale da rendere secondario tutto il resto, compreso l'amore che il Re provava per lei. Povero Re dei Goblin. Più che il famigerato Signore degli Inganni mi è parso un ragazzo confuso e solo, che dovrebbe concedersi una vacanza.
Tanta confusione, dunque, molte domande lasciate in sospeso, troppe divagazioni, buchi nella trama e un finale che non necessitava certo di un seguito, man tant'è...
Ad aver privato ancor di più il romanzo di un'identità forte, è stata per me la marcata e ridicola vena romantica assunta dalla storia. Liesl, che nella sua vita non ha mai potuto essere libera di vivere la sua interiorità, cade letteralmente ai piedi del Re dei Goblin, il quale viene sopraffatto dalla veemenza della ragazza. Per farla breve: ogni volta che i due si incrociavano, lui tentava di intavolare una conversazione (avendola attesa a lungo probabilmente avrà trascorso anni provando allo specchio i discorsi che le avrebbe fatto) e lei gli si lanciava addosso stile piovra con tanto di tentacoli ovunque, portandolo alla fuga. Mentre lui fantasticava sulle affinità elettive che lo univano a Liesl, lei annaspava in un mare di desiderio tale da rendere secondario tutto il resto, compreso l'amore che il Re provava per lei. Povero Re dei Goblin. Più che il famigerato Signore degli Inganni mi è parso un ragazzo confuso e solo, che dovrebbe concedersi una vacanza.
Tanta confusione, dunque, molte domande lasciate in sospeso, troppe divagazioni, buchi nella trama e un finale che non necessitava certo di un seguito, man tant'è...


Verdetto: un romance come tanti
Livello sensualità: comincia a fare caldo!






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