Saturday, March 10, 2018

Recensione "U4.Koridwen" di Yves Grevet

Qualche giorno fa è uscito in libreria "U4.Koridwen" primo romanzo della serie youg adult post-apocalittica composta da romanzi autoconclusivi e scritta da autori vari U4. La Garzanti, mi ha dato la possibilità di divorarla appena uscita e tutti mi avete chiesto cosa ne pensassi. 


Data di pubblicazione: 1 marzo 2018
Titolo: U4. Koridwen (U4.#1)
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Autore: Yves Grevet 
Editore: Garzanti
Prezzo: 16,90 €
Pagine: 400




In un mondo colpito da un virus mortale, il destino dell'umanità è in mano a quattro ragazzi
Il mondo è popolato solo da adolescenti dai 15 ai 18 anni. Gli unici sopravvissuti fino ad ora al virus U4. Tra loro Koridwen che vive in una fattoria isolata in Bretagna. La ragazza piano piano da sola prova a rimettere in piedi la sua vita. Fino al giorno in cui tutto cambia. Fino al giorno in cui scopre di essere la prescelta per fermare il virus nella sua corsa mortale. Koridwen non capisce perché abbiano pensato proprio a lei. Ma non può non rispondere all’appello di quel messaggio misterioso: deve trovarsi il 24 dicembre a mezzanotte sotto l’orologio più antico di Parigi. Koridwen ha paura, eppure sa che c’è un’unica cosa che può darle la forza per affrontare il suo destino: il ciondolo che sua nonna le ha regalato che si rivelerà un fondamentale talismano. Quello che trova arrivata nella capitale francese è una realtà totalmente nel caos: il cibo scarseggia, le comunicazioni sono impossibili, non c’è elettricità e i monumenti più importanti della città come la Torre Eiffel, l’Arco di trionfo e il Sacro Cuore vengono presi d’assalto. Koridwen deve fare di tutto per proteggere la sua vita e raggiungere il luogo dell’appuntamento. Ma non è sola. Con lei altri tre ragazzi che come lei sono i prescelti: Jules che ha tra le mani segreti che non può svelare; Stephane che è convinta che il padre medico non sia morto e Yannis pieno di voglia di vendetta per la morte della sorellina. Tutti insieme sono l’unica salvezza per l’umanità. Quando sulle spalle porti un peso così importante non c’è tempo per la paura, i dubbi, le incertezze. Anche se si è solo quattro ragazzi bisogna sfoderare il coraggio e tutte le proprie conoscenze. Perché nessuno sa cosa li aspetta. Nessuno sa cosa dovranno affrontare. Nessuno sa perché è toccato proprio a loro. L’unica cosa sicura è che il futuro è nelle loro mani.
La serie (ogni libro è autoconclusivo):

- U4: Jules 
- U4 : Koridwen 
- U4 : Yannis 
- U4 : Stéphane
- U4 : Contagion





Recensione




Ho già svelato alcuni dettagli su "U4.Koridwen" nello speciale dedicato alla serie U4 (lo trovate quie al concorso Garzanti dedicato ad essa, ma per chi se lo fosse perso, un breve recap: U4 è la sigla che identifica il terribile virus che nell'arco di pochi giorni ha ucciso il 90% della popolazione, lasciando in vita solo i giovani tra i 15 e i 18 anni e i pochi rappresentanti dell'autorità che hanno fatto in tempo a proteggersi dal contagio. In Francia, Koridwen si ritrova unica sopravvissuta del suo piccolo villaggio bretone. A darle una speranza è l'ultimo messaggio da parte del gamemaster del suo gioco online preferito, che prima della definitiva interruzione di internet e dell'energia elettrica, dà a lei e agli altri giocatori appuntamento a Parigi la notte del 24 dicembre, per tornare indietro nel tempo e portare le cose alla normalità. 
In circostanze normali pochi darebbero credito a un messaggio del genere, ma come scoprirete, nel mondo di Koridwen è rimasto ben poco di normale.
Ammetto di aver avuto qualche dubbio riguardo alla scelta di dar vita a un mondo in cui gli unici sopravvissuti fossero adolescenti. L'elemento centrale di ogni post-apocalittico non è solo l'improvvisa e brutale distruzione della civiltà come la conosciamo, ma soprattutto la strenua lotta dei pochi (s)fortunati sopravvissuti che si trovano a dover affrontare il loro personale viaggio attraverso la fine del mondo. In circostanze così estreme può essere complicato inserire un protagonista adolescente credibile, figuriamoci poi se a sopravvivere all'apocalisse sono solo i ragazzini!
Per fortuna la giovane Koridwen, protagonista del romanzo a cui da il nome, si è rivelata essere una ragazza forte e determinata, una vera survivalist che scoprirete non avere niente da invidiare ai protagonisti che siamo soliti vedere nei suoi panni. Se siete curiosi di saperne di più, non vi resta che leggere la mia recensione spoiler free! 


Pur avendo solo quindici anni, la vita in collegio e il duro lavoro nella fattoria dei suoi, hanno abituato "Kori" ad affrontare i problemi con pragmatismo e prontezza di spirito, ma resta pur sempre una ragazzina. Se da una parte dimostra la sua resilienza seppellendo tutti gli abitanti del suo borgo, dall'altra la sua fragilità affiora quando si dedica ai lavori nella fattoria per settimane, nel disperato tentativo di rimanere aggrappata a una normalità che non c'è più. Difficile non volerle bene e non fare il tifo per lei, sperando in un qualcosa che possa migliorare la sua sorte. 
Tutto cambia quando una lettera della sua amata nonna scomparsa da tempo, riaccende in lei la speranza. Il legame tra Kori e la nonna è speciale, vibrante di sentimento e ricordi che affondano le proprie radici nelle antiche credenze celtiche, in cui la ragazza inizierà a nutrire una fiducia crescente che ammanterà tutto il libro con un imprevisto velo di misticismo soprannaturale. Un aspetto inatteso, ma che aggiunge quel pizzico di mistero e magia in più.
Sospinta dalla rinnovata fede, Kori inizia il suo percorso verso Parigi e la fatidica notte del 24 dicembre, vivendo un'incredibile avventura che metterà in luce più volte il conflitto tra quello che resta della sua umanità e l'istinto di sopravvivenza.
Inutile dire che la sua capacità di elaborare situazioni impreviste e prendere decisioni critiche in pochi secondi, anche riguardo l'uso di forza letale, mi abbiano fatto dubitare della sua caratterizzazione. Eppure, ogni qual volta sia arrivata a domandarmi cosa avrei fatto al suo posto, mi sono trovata d'accordo con le sue decisioni. La determinazione dimostrata da Koridwen potrebbe sembrare rara in un'adolescente dei nostri giorni, ma in circostanze così estreme ogni sopravvissuto, anche il più giovane, sarebbe costretto a maturare in fretta o a soccombere, sorte che in effetti tocca a diversi dei ragazzi più ordinari che Koridwen incontra sulla sua strada.


L'impulsività tipica di Kori, regola ogni interazione con i suoi coetanei, che siano essi suoi alleati, nemici o interessi amorosi, eppure la ragazza non perde mai la sua umanità. Nonostante la lucida freddezza nel gestire gli ostacoli, Kori non cede alla cinica brutalità di alcuni dei sopravvissuti. Il suo rapporto con il cugino Max ne è un perfetto esempio: il ragazzone affetto da autismo la mette spesso in condizione di dover rischiare più del dovuto e, pur sapendo che senza di lui avrebbe più possibilità, lotta strenuamente per non separarsene. Questo dimostra come dietro alla sua risolutezza si nascondano traumi e dolori che le pesano sul cuore e ha suscitato in me ammirazione e una certa empatia.
Questa sensazione aumenta nelle ultimissime pagine del libro dove, un finale a dir poco inaspettato, mi ha colpita al punto da farmi scorrere davanti agli occhi ogni scena del libro, facendomi rivalutare ogni capitolo in una luce nuova e dando al libro un valore aggiunto in originalità che ho apprezzato. 
Per chi se lo chiedesse, il romanzo non spicca in romanticismo. Le cotte di Koridwen sono improvvise e appassionate, ma si consumano in fretta, cosa piuttosto comprensibile vista la giovane età dei protagonisti e le precarie situazioni in cui si muovono.
Ma, c'è un ma. Seppur ho ritrovato in Kori una protagonista assolutamente in linea con le aspettative, non posso dire lo stesso dello stile di Yves Grevet. Ho trovato la sua narrazione un po' asciutta, troppo sbrigativa nell'esplorare a fondo le dinamiche che uniscono Kori ai suoi coetanei. Diciamo che, pur essendo ricca di colpi di scena e sequenze di azione, la storia risulta un po' risicata nei momenti di introspezione e nei dialoghi. Anche nelle scene più toccanti, la penna di Grevet sembra più intenta a redigere un rigido resoconto dei fatti che la drammatica esperienza di una teenager scombussolata dagli eventi e questo è davvero un gran peccato visto che il complesso personaggio di Kori e le sue evoluzioni emotive sono il punto forte di questo romanzo.  





Verdetto: una lettura avvincente 


Livello sensualità: baci e carezze




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