
Dal momento in cui ho parlato per la prima volta di "Nowhere Girls" di Amy Reed, avete reagito con grande entusiasmo, chiedendomi a gran voce una recensione di questo titolo così peculiare e promettente.
Dopo avervi svelato i miei 5 motivi per amare Nowhere Girls (leggi l'articolo) è giunto il momento di dirvi tutto, ma proprio tutto quello che penso di questo piccolo gioiello.
Dopo avervi svelato i miei 5 motivi per amare Nowhere Girls (leggi l'articolo) è giunto il momento di dirvi tutto, ma proprio tutto quello che penso di questo piccolo gioiello.
Data di pubblicazione: 27 Febbraio 2018
Titolo: Nowhere Girls (Autoconcluivo)
Autrice: Amy Reed
Editore: Piemme
Prezzo: 17,00 €
Pagine: 372
Chi sono le Nowhere girls? Sono tutte le ragazze, ma a cominciare sono in tre. Tre ragazze speciali che danno vita a un club per combattere, all'interno della loro scuola, e più in generale nella società, il dilagare di una cultura misogina che sta alla base di un tipo di relazione e di un pensiero: Grace Salter, la nuova in città che si è trasferita a causa dei pregiudizi nei confronti della madre, un pastore di vedute un po' troppo ampie per la sua precedente chiesa. Rosina Suarez è gay, e punk. In una famiglia ultra-tradizionalista di immigrati messicani non ha vita facile e la musica resta un sogno mentre si prende cura dei molti cugini e fa la cameriera nel ristorante dello zio. Erin Delillo è un asperger con due fissazioni: Star Trek e la biologia marina. Per lei l'empatia è un concetto incomprensibile e le relazioni con gli altri materia astrusa. Quando Grace scopre che Lucy Moynihan, la ragazza che viveva nella sua casa prima di lei, è dovuta praticamente scappare dopo aver accusato uno dei ragazzi popolari della scuola di stupro di gruppo, si convince che Lucy dovrebbe avere giustizia. Per ragioni diverse anche Rosina ed Erin si sentono toccate dalla tragedia di Lucy e insieme decidono di dare vita a un gruppo anonimo di ragazze per combattere il sessismo nella scuola.
Le Nowhere Girls, una moltitudine di voci diverse, dovranno superare la paura e l’imbarazzo per confrontarsi con coraggiosa onestà e opporsi alle minacce di chi si sente forte e non è disposto a mettersi in discussione. Ma alla fine riusciranno in ciò che sembrava impossibile: le cose possono cambiare e tutti hanno diritto alla felicità. Senza compromessi. Senza discriminazioni.
La mia recensione
Certi libri, più di altri, implorano di essere letti, con un richiamo più persuasivo di quello delle mitiche sirene di cui molti narrano, mettendo a soqquadro il cuore e la testa. Ebbene, "Nowhere Girls", edito da Piemme, mi ha fatto esattamente questo effetto.
Dal primissimo istante in cui ho posato gli occhi sulla quarta di copertina del romanzo della Reed, sono stata colta da un bisogno impellente di leggerlo, infischiandomene della mia tanto ordinata lista di letture e, leggendo la trama, sono sicura che sentirete la mia stessa bramosia.
Non capita tutti i giorni, infatti, di trovarsi tra le mani un romanzo young adult in cui vengano sovvertiti, in modo intelligente e vincente, tutti i cliché tipici del genere e in cui vengano messi fortemente in discussione i comportamenti sessisti e retrogradi che altri libri made in USA tendono, invece, a enfatizzare. E da amante della buona letteratura YA, non potevo certo togliermi il piacere di perdermi tra le pagine di un romanzo capace di offrire una visione schietta e realistica, seppur carica di ironia, della discriminazione sessuale e intersezionale che dilaga tanto nei libri quanto nella realtà.
Brillante, sagace e sincero fino al midollo, "Nowhere Girls" è quel genere di romanzo che tutti i lettori dai 13 anni in su dovrebbero leggere. Anzi, è quel genere di romanzo che dovrebbe essere letto nelle scuole assieme ai classici.
Un libro forte, che gronda girl power, che non fa sconti a nessuno e che non ha paura di affrontare tematiche scottanti. Carico di protagoniste tenaci e determinate ad affermare la propria individualità, "Nowhere Girls" prova allo stesso tempo a dare voce non solo alle donne, ma a tutti coloro che, per un motivo o per un altro, vengono messi a tacere. Senza limiti di sesso, età o appartenenza. E ci riesce benissimo.
Se siete curiosi di saperne di più, leggete pure la mia recensione senza spoiler, ma preparatevi: alla fine vorrete divorare il libro senza dubbio.
Avete presente quei gorilla ipersessualizzati che in libri come "Paper Princess" vengono idealizzati neanche fossero divinità da cui, a prescindere dal sesso di appartenenza, è giusto farsi calpestare, usare, maltrattare? Ecco, quegli stessi tipi le cui bassezze in certi romanzi appaiono come gesta di eroi feriti, in "Nowhere Girls" vengono descritti per ciò che sono: una piaga dilagante, che minaccia tanto l'universo femminile quanto quello maschile e deve essere fermata. E non c'è nulla di meglio, in certe situazioni, di una bella rivoluzione.
A innescarla, in questo caso, sono Erin, Grace e Rosina, rispettivamente una ragazza con la sindrome di Asperger, la ragazza nuova con problemi di peso e una lesbica di origini messicane. Tre outcast vittime non solo del bullismo e del sessismo, ma anche del pregiudizio e degli stereotipi in cui, in un modo o nell'altro, la società prova da sempre a incasellarle. "Nowhere Girls", infatti, non si limita a inneggiare al femminismo, ma si prefigge l'obiettivo di far luce su tutti quei preconcetti che spingono le vittime di qualsiasi tipo di discriminazione o violenza a subire in silenzio.
Non a caso, le tre protagoniste vivono dei rapporti conflittuali con loro stesse e le proprie famiglie. Se Rosina deve nascondere la sua omosessualità a causa di una famiglia troppo conservatrice, Erin subisce l'ego della madre che si atteggia a guru dell'Asperger sul web, ma non accenna a comprendere davvero l'interiorità complessa della figlia, mentre Grace ha dovuto abbandonare la sua vecchia vita a causa delle ideologie religiose troppo progressiste (e fighissime) di sua madre. Proprio loro, le invisibili del liceo, danno vita a un movimento tutto al femminile, che inaspettatamente ispirerà non solo le proprie coetanee, ma anche tutti quei ragazzi che non accettano gli atteggiamenti gretti dei bad boys e vogliono liberarsi dal peso di appartenere e sostenere una categoria che non approvano, solo per essere accettati. Perché, come ho già detto (qui), in fondo, siamo tutti Nowhere Girls.
Se mi seguite da un po' e avete avuto modo di leggere le mie recensioni all'arsenico, saprete perfettamente che mal digerisco i romanzi YA che offrono una visione distorta, maschilista e atterrente dell'adolescenza. Un po' perché mi fa male al cuore sapere che certe realtà siano relativamente veritiere, un po' perché sono persuasa che la letteratura, in particolare quella indirizzata ai lettori più giovani e con protagonisti adolescenti, debba aprire le menti e far sbocciare riflessioni, non alimentare le insicurezze né instillare convinzioni quanto meno discutibili su temi cruciali quali la violenza sessuale, la discriminazione, il bullismo, la mercificazione del corpo femminile e via discorrendo.
Ecco perché non avrei potuto che amare con ogni fibra del mio corpo, un romanzo coraggioso e sincero quanto "Nowhere Girls", in cui viene messo in chiaro senza mezzi termini come il semplice fatto di trovarsi in una società che inneggia al machismo più gretto, non giustifichi il comportarsi seguendo quegli schemi distruttivi.
Non solo ho apprezzato la volontà di Amy Reed di far luce su come i giovani siano bombardati da una società sessista che glorifica e avalla la violenza, vittimizzando chi la subisce e chi la denuncia. Intento di per sé già sufficiente a rendere "Nowhere Girls" una lettura a dir poco imprescindibile, di questi tempi.
Ma ho dorato visceralmente il poter leggere un libro in cui, una volta tanto, le donne facciano gruppo e lottino tanto per i propri diritti, quanto per la propria individualità. Amy Reed, infatti, non ha ha messo assieme qualche teoria femminista in salsa YA, ma ha portato alla luce questioni vitali in adolescenza, scrivendo un libro che sia davvero intelligente e sex positive. Nei loro incontri le Nowhere Girls parlano di sesso, autoerotismo, stupro, fantasie, paure e lo fanno in modo onesto, senza sovrastrutture, da vere adolescenti.
Se siete giovani, leggete questo libro e passatelo ai vostri amici. Se siete adulti, leggetelo e consigliatelo ai giovani, ma anche ai meno giovani. Questo libro merita di essere sulla bocca (e nel cuore) di tutti.
Livello sensualità: riferimenti (non volgari, ma sinceri) al sesso, allo stupro, all'autoerotismo







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